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Thursday, 22 january 2015 | ARA

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Guida per capire l’accordo tra il Presidente catalano Artur Mas e il capo dell’opposizione Oriol Junqueras

I partiti CiU (centro-destra) ed ERC (centro-sinistra) disegnano uno scenario che dovrà permettere di agire in forma unitaria senza rinunciare alle proprie diversità


ARA

15-01-2015

ORIOL MARCH

Pochi minuti dopo le tre di pomeriggio dello scorso mercoledì 14 gennaio, i rappresentanti del sovranismo civile arrivavano al Palau de la Generalitat, sede del governo catalano, con lo “spirito” di raggiungere un’intesa. Quattro ore più tardi, il presidente del governo della Catalogna Artur Mas compariva davanti ai mezzi di comunicazione per spiegare l’accordo raggiunto con il leader del partito della sinistra repubblicana Oriol Junqueras: ricostituire l’unità sovranista e, inoltre, proporre una data per il referendum definitivo da tenersi in forma di elezioni plebiscitarie. Fino a quel momento, che per il calendario elettorale sarà il 27 settembre, i due leader si sono impegnati a lavorare per predisporre le strutture necessarie al funzionamento dello stato indipendente in caso di vittoria alle urne del sovranismo. “Ora dobbiamo vincere”, hanno detto all’unisono i due dirigenti all’uscita della riunione.
Questa è una guida per capire l’accordo che ha permesso ai partiti di formulare un’azione unitaria, pur nel rispetto delle diversità.
 
Stabilità: finale di legislatura sereno senza governo di coalizione

In primo luogo, l’accordo include il tacito impegno di “riaffermare” il patto di legislatura che Artur Mas, e Oriol Junqueras, avevano firmato il 19 dicembre del 2012 e che i repubblicani consideravano chiuso da quando Mas si tirò indietro sulla convocazione originaria del 9 Novembre e decise di proporre una forma alternativa a quella vietata dallo stato spagnolo, denominandola “processo di partecipazione”. In questo modo, Mas si assicura un finale di legislatura tranquillo che recupera la capacità d’intesa tra i due soci.
Nella riunione è stata discussa la possibilità di far entrare i repubblicani nel Governo ma, alla fine, la formula concordata è stata di far entrare nei diversi dipartimenti solo membri esperti per collaborare e controllare il rispetto degli accordi. Cambiare il Governo per soli otto mesi avrebbe creato tensioni fra i due partiti della coalizione – Convergència e Unió (CiU) - che attualmente guida la Catalogna, e Mas ha preferito non provocare la crisi.

Strutture di stato fondamentali per garantire il “processo”

Junqueras, in molte occasioni, si è lamentato pubblicamente che si sarebbe potuto “lavorare” di più sulla realizzazione di strutture di stato. Il Governo si è impegnato a creare un Tesoro Pubblico –passaggio fondamentale - ed altre strutture necessarie a costruire uno stato, ma d’ora in poi c’è l’urgenza di passi concreti in vista della scadenza del 27 settembre. “Si tratta di adattare le norme interne della Generalitat a questa situazione”, ha precisato Mas. Il presidente ha anche spiegato che l’ingresso di esperti designati dai repubblicani di ERC aiuterà a completare l’amministrazione tributaria e la previdenza sociale catalani.
 
Accelerare le leggi in attesa di approvazione
Sguardo puntato sull’amministrazione elettorale per le elezioni plebiscitarie

Il governo spagnolo può sospendere le future elezioni? Nei rapporti elaborati dal Consiglio Consultivo per la Transizione Nazionale (CATN) si contempla questa possibilità che, per il momento, è ancora un’ipotesi. Nel caso avvenisse, Mas ha annunciato che in ogni caso si lavorerà per avere un ufficio elettorale catalano per affrontare le plebiscitarie, anche se non si potrà approvare in tempo la legge specifica necessaria. “Si tratta di avere gli strumenti propri di un paese per le future elezioni”, ha riassunto il presidente, senza ulteriori precisazioni.
Questi otto mesi saranno impiegati anche per approvare le leggi per la formazione professionale o per la semplificazione amministrativa, ancora in attesa di completamento dell’iter parlamentare.
 
Lingua
Impegno per la non applicazione della legge Wert

Uno degli accordi importanti di ieri (14 Gennaio) è di dare inizio all’anno scolastico 2015/16 applicando soltanto la Legge di Educazione della Catalogna (LEC), attualmente oggetto di ricorso presso il Tribunale Costituzionale, e che fu approvata dal governo precedente, come ha ricordato il presidente Mas. Era un modo di dire che non saranno applicati gli aspetti più polemici della legge del ministro spagnolo Wert contro l’immersione linguistica.
L'inizio dell’anno scolastico, in cui la Generalitat proporrà una situazione di insubordinazione 'di fatto' verso Madrid, coinciderà in pieno con la campagna elettorale.
 
Bilancio annuale
Riunioni imminenti per impostare i conti per il 2015

Il bilancio catalano di quest’anno verrà discusso in commissione a partire dal prossimo lunedì (19 Gennaio) e ERC si era impegnata a rigettarli soltanto parzialmente –come segno di buona volontà verso Mas – dopo aver fatto cadere gli emendamenti presentati dalle altre forze politiche dell’opposizione nel mese di dicembre. Ma il nuovo scenario obbliga a riunioni urgenti per impostare i conti di Bilancio. Ciò significa che le squadre economiche del Governo e di ERC hanno tempo fino a lunedì per risolvere tutti gli aspetti del bilancio. Junqueras ha già avvertito che i conti sono “insufficienti”, perché i fondi della Generalitat dipendono quasi esclusivamente dal ministero delle Finanze spagnolo.
 
Scenario politico per le elezioni comunali, priorità ai patti CiU-ERC

La tabella di marcia che Mas e Junqueras hanno profilato influirà anche sui patti post elettorali nei comuni. Il Presidente ha indicato che quest’accordo diverrà “prioritario nei comuni, consigli comarcali e provincie” che emergeranno dalle elezioni. Il leader di ERC ha voluto sottolineare la “libertà” che avranno i rappresentanti locali repubblicani per raggiungere accordi di governo.
 
Tabella di marcia. Allargare la base sovranista

I partiti del diritto di autodeterminazione hanno continuato a mantenere i contatti - auspicati dalle associazioni della società civile - per individuare una tabella di marcia condivisa che, a parere di Mas, "è in fase molto avanzata". Questi contatti includono anche altri partiti: CUP, ICV E EUiA, il che permetterebbe di recuperare l’unità che si era creata attorno al referendum consultivo del 9 Novembre 2014. In ogni caso, la tabella di marcia dovrà essere la base per il programma elettorale che i partiti indipendentisti condivideranno per le elezioni del 27 Settembre.
 
Elezioni: liste separate in attesa di un accordo definitivo sulla tabella di marcia

Junqueras ha vinto il braccio di ferro sulle liste separate mentre Mas quello sulla data, una prerogativa che spetta solo al Presidente del governo. Il leader di ERC ha specificato che le liste del suo partito potranno incorporare personalità indipendenti. Il presidente Mas ha ribadito a sua volta l’intenzione a ricandidarsi, ma resta da chiarire con quale formula: un problema che la coalizione dovrà inevitabilmente affrontare nei prossimi mesi. La data scelta per le elezioni, il 27 settembre, comporta lo scioglimento del Parlamento catalano in pieno agosto. E sarà allora, dunque, che i partiti – o le coalizioni – accelereranno in vista di una campagna che inizierà proprio la vigilia della festa nazionale catalana, la Diada dell’11 settembre.
 
Traduzione di Àngels Fita, adattamento di Marco Giralucci 


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